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La spada di Goujian

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Pagina pubblicata in data 11 luglio 2023
Aggiornata il 12 luglio 2023

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La copertina di questo numero di Spiralis Mirabilis è dedicata ad una delle spade più famose della storia cinese.

Si tratta di uno dei ritrovamenti archeologici più stupefacenti della seconda metà del Novecento. Oggi conosciuta come spada di Goujian re di Yue 越王勾践剑 yuèwáng gōujiàn jiàn.

L’eccezionalità di quest’arma sta nel fatto che nonostante sia stata forgiata più di 2500 anni fa, le perfette condizioni in cui è stata ritrovata la fanno apparire come se fosse stata realizzata da pochi giorni.

Sulla lama della spada è riportata un’iscrizione, che attribuisce la proprietà della spada stessa al re 勾践 gōujiàn, sovrano del regno di 越国 yuè guó fra il 496 a.C ed il 473 a.C. (un paio di secoli prima dell’ascesa di 秦始皇帝 qínshǐhuáng dì, conosciuto come imperatore giallo, il primo imperatore della Cina).

yuè era uno Stato della Cina antica, esistito durante il periodo delle Primavere e degli Autunni ed il periodo dei regni (o stati) combattenti, collocato nel nord dell’attuale provincia di 浙江 zhèjiāng.

La spada era all’interno di un fodero di legno laccato, a sua volta custodito all’interno di una scatola di legno, scoperta nel dicembre del 1965 durante un rilievo archeologico effettuato nel sito di 望山 wàngshān, a circa 7 km a sud delle rovine della città di yǐng (l’attuale 荆州 jīngzhōu nella provincia di 河北 héběi), l’antica capitale del regno di chǔ.

In questa zona è stato rinvenuto un vero e proprio complesso di tombe, scavato fra il 1965 ed il 1967, la cui tomba principale è legata ad un alto funzionario della dinastia chǔ. Si può comprendere lo status della persona sepolta nella tomba grazie alle centinaia di oggetti in bronzo e di argento ritrovati, assieme a tessuti e tanto altro.

Gli archeologi furono sbalorditi dal perfetto stato di conservazione della lama nonostante fosse sepolta in condizioni di umidità per oltre due millenni. È estremamente rara in reperti così antichi una così elevata resistenza al deterioramento.

La tomba in cui è stata ritrovata la spada si trova lontano dal regno di yuè. Sono due le ipotesi più accreditate sul perché la spada sia stata ritrovata così lontana dal suo luogo di origine.

La prima è che un principe di yuè si sia recato nel regno di chǔ portando con sé la spada del proprio antenato. La seconda ipotesi è che la spada sia un bottino di guerra.

Gia all’epoca le spade del regno di yuè erano rinomate per l’elevata qualità delle loro lame e tutt’oggi sono considerate fra le spade migliori mai realizzate nella storia dell’uomo.

Ci sono molte cose che non sappiamo sulla tecnologia utilizzata per la produzione delle spade di yuè. I ricercatori stanno tutt’ora cercando di capire quali tecniche venivano impiegate. Quello che sappiamo di questa spada è che il corpo è costituito dall’88% di rame ed il 10% di stagno, che rendono la lama flessibile e meno fragile, mentre i bordi della lama sono composti dal 78% di rame ed il 20% di stagno, rendendoli più duri e affilati.

La lama è stata realizzata con tre stampi di argilla. Il primo per la colata per il corpo della lama, il secondo per creare una sorta di camicia per dare vita ai bordi affilati, mentre il terzo per unire la lama alla guardia e all’impugnatura.

Grazie ad una sapienza tecnica e tecnologica avanzatissima per l’epoca, la spada di Goujian (勾践 gōujiàn) è tutt’oggi affilata e capace di tagliare.

Le spade di yuè "escono" dal terreno (quando sono ritrovate) ancora affilate come il giorno in cui sono state realizzate.

Si racconta che gli archeologi, quando estrassero la spada dal fodero, osservando le sue perfette condizioni provarono a tagliare un blocco di carta composto da 20 fogli, riuscendo senza problemi nel compito.

La spada ha superato indenne 2500 anni, per poi essere danneggiata nel 1994 quando fu inviata per una mostra a Singapore.

La spada misura circa 55,6 cm di lunghezza ed ha dei bellissimi motivi a rombi scuri ripetuti su entrambi i lati della lama. Presenta delicati abbellimenti di cristalli blu e turchese, e cerchi concentrici disegnati intorno al manico. I motivi decorativi sono accompagnati da un testo. Due colonne contenenti otto caratteri sono incise su un lato della lama in un antico stile di scrittura chiamato 鸟虫篆 niǎo chóng zhuàn.

Dopo mesi di discussione su chi fosse il proprietario della spada, gli esperti l’hanno identificato nel re di yuè, famoso per la sua perseveranza nei momenti di difficoltà.

Il testo riportato su un lato della lama recita: "Re di Yue" e "ha fatto questa spada per [suo] uso personale".

越王勾践 yuèwáng gōujiàn.
自作用剑 zì zuòyòng jiàn.

Il re ha partecipato alla realizzazione della spada? O si è limitato a commissionarla? Per quei tempi non era inaudito in Cina che il re assiste alla realizzazione della propria arma. Una domanda a cui forse non troveremo mai risposta.

Un’arma pensata per essere utilizzata in combattimento. I regnanti di yuè erano noti per essere dei guerrieri. All’epoca nel nord della Cina lo stile combattimento prevalente era caratterizzato dal combattimento a distanza (frecce, balestre, lance, alabarde e così via). Allo stato attuale delle ricerche, sappiamo che le armi che preferivano i soldati di 越yuè erano quelle per il combattimento corpo a corpo.

Il regno di yuè affacciava sul mare ed era compreso tra il delta del fiume Azzurro chiamato anche Yangtze (长江 chángjiāng) ed il delta del 钱塘 qiántáng, famoso ancora oggi per la sua "marea" che risale la corrente ogni anno in autunno generando onde alte fino a 9 metri.

Il re 勾践 gōujiàn è famoso nella storia cinese per la sua perseveranza. Appena salito sul trono entrò subito in guerra con il regno di . Uno dei suoi alti ufficiali riesce ad uccidere il re di in battaglia. Ma la vittoria è lontana. Il nuovo sovrano che sale al trono del regno di reagisce e riesce a sconfiggere 勾践 gōujiàn e a farlo prigioniero. 勾践 gōujiàn fece giuramento al re di e per 23 anni rimane in attesa per ricostruire il proprio regno e vendicarsi.

Questo comportamento è passato alla storia come un esempio virtuoso di strategia per resistere al nemico. Fingere di collaborare per rafforzarsi per poi attaccare il nemico e sconfiggerlo.

Durante l’occupazione giapponese della Seconda guerra mondiale di alcune regioni della Cina, si parlava spesso di adottare la medesima strategia di 勾践 gōujiàn, "sopportare" la presenza giapponese fino a quando non ci fossero le condizioni per scacciare il nemico.

La spada di Goujian è, come tutti i reperti archeologici, una capsula del tempo. Apre una finestra su un mondo che non c’è più. Un mondo dimenticato a lungo che stiamo riscoprendo assieme alle storie degli uomini che lo hanno vissuto e le cui storie, nel bene e nel male, sono una preziosa eredità.

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Francesco Russo

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BREVE PROFILO DELL'AUTORE
Francesco Russo, consulente di marketing, è specializzato in consulenze in materia di "economia della distrazione".

Nato e cresciuto a Venezia oggi vive in Riviera del Brenta. Ha praticato per molti anni kick boxing raggiungendo il grado di "cintura blu". Dopo delle brevi esperienze nel mondo del karate e del gong fu, ha iniziato a praticare Taiji Quan (太極拳tàijí quán).

Dopo alcuni anni di studio dello stile Yang (楊式yáng shì), presso il Centro Ricerche Tai Chi di Venezia, ha scelto di studiare lo stile Chen (陳式chén shì), proposto dal Maestro Francesco Tollin, fondatore e capo scuola della scuola di arti marziali tradizionali Quan Cong.

Oggi studia, pratica ed insegna il Taiji Quan stile Chen (陳式太極拳Chén shì tàijí quán) ed il Qi Gong (氣功Qì gōng) nella propria scuola di arti marziali tradizionali cinesi Drago Azzurro.

Per comprendere meglio l'arte marziale del Taiji Quan (太極拳tàijí quán) si è dedicato allo studio della lingua cinese (mandarino tradizionale) e dell'arte della calligrafia.

Nel 2021 decide di dare vita ad una rivista dedicata al Taiji Quan (太極拳tàijí quán), ed al Qi Gong (氣功Qì gōng) ed alle arti marziali cinesi in generale, che fosse totalmente indipendente da qualsiasi scuola di arti marziali, con lo scopo di dare vita ad uno strumento di divulgazione della cultura delle arti marziali cinesi.

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Yī kǒuqì. Yī tào tàijí quán. Yīgè shìjiè.

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